Quando tutto è iniziato c’era la pandemia, c’era la paura di andare avanti ma anche la voglia di resistenza e di resilienza. Abbiamo affrontato così questi ultimi e lunghi cinque anni. Con l’amministrazione che di peggio non potevamo avere. Ho cercato da consigliere comunale di opposizione con altri di fare una vera opposizione in Consiglio comunale sugli atti e le delibere. Anche quando sono stato ingiuriato con la solita volgarità di comportamenti e di parole di chi ha guidato questa amministrazione (che per fortuna sta per andare a casa).
Nel frattempo un gruppo di ragazzi e di persone perbene, che amano e hanno amato Sant’Anastasia ed io con loro, mettevamo in piedi in questi anni “Sant’Anastasia loading…”. Un progetto di impegno civile e di politica che vuole confronto, vera democrazia, incontro sui temi e sui tanti argomenti che il nostro quotidiano ci chiama a riflettere. Un luogo dove nessuno si deve sentire al di sopra degli altri. Questo progetto ora più che mai è aperto a tutti quelli che vogliono cambiare la città. A chi non vota da anni, a chi non ha mai fatto politica, a chi ama e vuole cambiare Sant’Anastasia. Un progetto che diventa ancora di più da ora in poi il vero “laboratorio della buona politica” nella nostra città.
Nessun paese cambia se c’è a capo di esso il solito eroe o eroina che tale non è. Su questa strada mi sono messo assieme a tutti i componenti, le anime, le identità e le persone che hanno fatto il percorso con me in questi anni con Sant’Anastasia loading… . Hanno voluto affidarmi la sintesi delle loro idee di democrazia e di comunità. Un lavoro che ora comincia ancora più fitto dal momento in cui ho deciso di accettare la candidatura a sindaco che loro mi hanno proposto.
Il nostro laboratorio della buona politica ha le porte aperte a tutti coloro che non vanno più a votare, che sono schifati da questa amministrazione e dal modo di essere dimostrato in questi anni. Anastasiani che vogliono trasparenza, regole condivise, zero favoritismi, un nuovo slancio per una cittadina che potrebbe essere bellissima se solo fosse più curata, se avesse una vera comunità su cui puntare, se sapesse fare squadra. Noi abbiamo il primo punto di un programma, che vogliamo comporre assieme a chiunque abbia i nostri stessi obiettivi: ricostruire e costruire la comunità che questi signori al potere locale da anni hanno distrutto ancora di più e almeno dal 2010.
Sulla scorta di quel che sentirete nel video breve che annuncia la mia candidatura, testo che riporto per intero qui di seguito come un auspicio, il più grande augurio che si possa fare alla nostra comunità. Assieme al video che qui potete vedere o rivedere abbiamo preferito far affiggere un manifesto che riporto qui in copertina. Non ha nessun simbolo di lista o di partito nonostante lo potevamo già fare. Ma più che atti di forza ed arroganza politica abbiamo preferito dare un segnale a chi ancora non conosce il nostro progetto politico di comunità. Nel rispetto di tutti coloro che non saranno mai vissuti come “aggregati” ma assieme a noi protagonisti, ho voluto riportare sul manifesto le parole che ho pronunciato nel video. Quelle che mi impegnano da qui in poi ancora di più non a cercare il potere personale ma a dare, assieme a tanti altri concittadini di cui dobbiamo avere solo rispetto, spazio ad un cambiamento della politica e della gestione del “bene comune”. Sant’Anastasia deve essere di tutti. E soprattutto di tutti coloro che non usano la politica per un tornaconto personale ma innanzitutto per dare ai nostri figli un luogo di nascita e di vita molto più vivibile e comunitario di come lo è ora.
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“Una città si sveglia… “
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Una città si sveglia, volgendosi al futuro,
quando le nubi si diradano.
Quando nessuno deve temere di dire ciò che pensa.
Quando centenari e ventenni possono imbastire
assieme memoria e futuro e trovare rispetto.
Quando i più giovani non sono
invisibili, ignorati, messi da parte.
Una città si sveglia quando si lascia alle spalle
il lunghissimo inverno del proprio scontento.
Quando nessuno è privilegiato a danno degli altri.
Quando diventa un luogo vivibile
dove poter sognare, e lavorare, e dare
spazio a tutti affinché nessuno sia escluso.
Una città si sveglia quando non si tramano
illegalità, violenze verbali, accordi illeciti.
quando chiunque e la città stessa può rigenerarsi,
quando non sono sempre le stesse persone
a gestire la politica, la cultura, la società, l’economia.
Quando chi vive in essa guarda alle cose da fare
E non alle persone da denigrare, insultare, ferire.
E sa aprirsi al mondo intero che le sta attorno,
che intanto corre, cambia, chiede.
Una città si sveglia quando
ha voglia davvero di ricostruire
e costruire la sua comunità.
Mi candido a sindaco perché
Un gruppo di giovani,
giovani nella testa, nel cuore, negli anni
vuole svegliare e cambiare la città,
farla uscire dal torpore e
dal buio di questi anni,
farle vivere tutte le primavere
che merita.
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